Riccioli d'Oro nelle Fiandre

Riccioli d’Oro nelle Fiandre

Il pane “tipico”

 

Ordinare del pane nelle Fiandre per un italiano è come ordinare un caffè in Italia per un fiammingo: si crede che sia un’operazione semplice, si incappa in una serie di domande inaspettate, e si finisce per uscire con una crostata alle more al posto del pane in cassetta.

In una panetteria fiamminga la prima sfida è rimanere lucidi: provateci voi, con le narici tempestate dalla fragranza delle pagnotte, inebriate dall’aroma dolciastro della crema chantilly. (La seconda sfida è quella di non chiamarla ‘chantilly’ davanti a loro, perché per i fiamminghi si tratta di ‘pudding’, con buona pace degli Inglesi). Mentre, completamente storditi, starete cercando di mettere a fuoco la quantità e la qualità del pane, un’efficientissima commessa dal capello corto vi accoglierà con un “Mevrouw….?”[1]dal tono così imperativo che vi farà sentire già in difetto.

Mille gusti più uno

 

In Belgio non c’è tempo per le chiacchiere dal panettiere. E così, mentre ancora cercate di ricordare e decifrare il tipo di pane che avete comprato l’ultima volta, vi troverete a non saper scegliere fra la forma (grande o piccolo, rettangolare o quadrato, tondo, oblungo, elicoidale); il tipo di farina (bianca, grigia, bruna, integrale, color collezione Armani 2018 altresì nota come Tortora ambrosiana); il condimento (multigrani, multisemi, multicereali, multi-quella cosa lì che a me sembrano formiche), il tipo di semi (di papavero, di zucca, di noci, pinoli o quel “becchime per uccelli, grazie”). Per finire, avete pure quegli aggettivi accessori che son un po’ come le spezie: sai che esistono gli abbinamenti perfetti, ma alla fine li usi sempre un po’ a cazzo. Sto parlando di “speciale”, “del contadino”, e il tanto misterioso quanto celebre “pane tigrato”.

Pane Geppetto

 

Certo, potreste anche ordinare il salvifico “houthakkers brood”, il “pane del falegname”. Pane Geppetto, come lo chiamavo io. Semplice, pulito lineare. Si tratta di un pane che, come dice Joris “ha scopato una baguette francese”- attenzione, mai pronunciare la parola baguette nelle Fiandre: se proprio la vorrete, vi daranno uno “stokbroodche sì, è esattamente la stessa cosa, ma con l’unico nome consentito. Ve la serviranno con un sorriso che tradisce l’invito a infilarvelo in posti dove non batte il sole, perché vuoi mettere un pane vallone contro uno fiammingo?

Dicevamo: il pane Geppetto è il più semplice perché non ha aggettivi aggiunti. Bene, provate prima a pronunciarlo correttamente, poi mi farete sapere se è così facile. Solo una volta, grazie al solito metodo “post-it appiccicato sul cellulare”, sono riuscita a ordinare tutto d’uno fiato il seguente mantra: ‘PANE DEL CONTADINO GRIGIO, RETTANGOLARE, TIGRATO, MULTI-CEREALI MA SENZA NOCI E CON SEMI DI ZUCCA, DOPPIAMENTE COTTO, GRAZIE”. Naturalmente ho dimenticato di chiedere ‘non tagliato’.

Ora.

Chiedere il pane tipico belga “non tagliato in comode fette dallo spessore maniacalmente perfetto” equivale a comprare un’auto senza volante: sembra che i fiamminghi non possano poi usarlo. Se volete fare gli originali, tanto vale tingetevi le sopracciglia di rosa, ma NON comprate il pane non affettato! Il fiammingo a cui lo servirete vi guarderà come si guarda chi esce dall’Ikea col carrello vuoto, ovvero come se foste un marziano.

Affettatrici e sacchetti

 

Quella volta, infatti, che ho osato chiedere il pane tipico “non affettato” ho avuto la sensazione che l’intero negozio si fermasse e mi guardasse con aria sospetta. E dire che ci avevo messo tutto il mio impegno a imparare la pronuncia del participio passato del verbo hakken. Ero entrata, avevo guardato il mio post-it come si guarda l’immagine della Beata Vergine di San Luca, avevo preso fiato e coraggio e ordinato un “brood niet gehakt!

A giudicare dal silenzio calato di botto, pensavo di aver fatto un Saluto al Fuhrer.

Incartai furtivamente la mia pagnotta e corsi a casa nella vergogna più totale. Quando pensavo di averla ormai scampata, intravidi lo stesso sguardo riprovevole sul volto dell’amico che ospitavamo a cena. Servo il pane al centro del tavolo nel mio bel portapane Mulino Bianco. Accosto il coltello con la sega della collezione Bastianich. Incalzo l’amico a servirsi quanto pane preferisce. Costui inarca il sopracciglio e con un misto fra la preoccupazione e l’orrore si rivolge a Joris: “Ma il pane non è tagliato!!!” … Ancora oggi per lui sono “l’italiana strana che non fa affettare il pane”.

Quindi, datemi retta: individuate un pane facile da pronunciare, fatevelo tagliare dal panettiere, fatevelo imbustare in quel sacchettone trasparente che producono solo il Belgio -non può che essere così, visto che gode dell’ ossimoro “ti conservo il pane fresco e asciutto ma mi rompo appena un italiano mi sfiora”.

E no, non provate nemmeno a pensare di riuscire a conservarlo integri: anni e anni di training non vi daranno MAI il tocco giusto. Questa dote è riservata solo al FDN (Fiammingo Di Nascita), che saprà non solo scegliere e acquistare un pane multiaccessoriato in pochi secondi a seconda del languorino, ma saprà anche richiudere il sacchetto ad arte.

Arrotolerà i lembi,  farà uscire tutta l’aria, vi guarderà sornione e sospirerà fiero: “Il nostro pane tipico, così semplice e genuino!”

[1]Equivalente al nostro “Signora…?”, anche conosciuto nella variante ‘A chi toccaaaaa?’, dispiegato a larghi decibel nelle pasticcerie emiliane.

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